Petizione per far assegnare il Pallone d’oro 2008 a Maldini
Scrivere questo pezzo è estremamente difficile per me, perché la trappola della retorica è sempre dietro l’angolo. Allora lascerò che siano i numeri a parlare: 1000 partite ufficiali, 861 con la maglia del Milan, 126 (record) con la maglia della Nazionale A, 12 con l’Under 21, 1 con la Nazionale Olimpica. 7 scudetti, 5 Coppe dei Campioni, 1 Mondiale per Club, 2 Intercontinentali, 5 Supercoppe Europee, 5 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Italia. E tutto ciò sino allo scorso 16 febbraio… Semplicemente una leggenda. Paolo Maldini è tutto questo, ma con altri valori aggiunti. Ha esordito in serie A il 20 gennaio dell’85 indossando la maglia rossonera, e da allora è stata la sua seconda pelle. Uno dei migliori terzini della storia del calcio mondiale, uno dei più grandi esempi di correttezza, umiltà e professionalità. In Italia nessuno può paragonarsi a questo immenso esempio di sport e calcio vero. Quando il 9 luglio 2006 capitan Cannavaro alzò la Coppa del Mondo, la gioia non conobbe limiti, ma un pezzo di calcio italiano mancava. Ed era proprio Maldini. E nel frattempo sono passati gli anni, tanti anni, e il riconoscimento individuale più importante che un giocatore possa avere, i grandi geni del pallone hanno preferito darlo ad altri. Parliamo del Pallone d’oro, che per un’assurda limitazione mentale viene assegnato solo a chi i gol li fa e non a chi cerca di non prenderli, salvo alcune eccezioni, vedi sempre Fabio Cannavaro, tra i più grandi centrali degli ultimi anni. A questo punto però la domanda sorge spontanea, ma noi non ce la porremo, faremo finta che sia stata una dimenticanza non premiare il grande Paolo e lo premieremo noi. Questa idea mi è balzata in mente all’improvviso, come una sorta di illuminazione: se i geni del calcio si sono dimenticati di lui, chi il calcio lo segue e lo ama indistintamente non commetterà lo stesso assurdo errore. E parlo della gente, di chi va allo stadio, di chi trasmette passione e riceve passione da un semplice pallone che rotola su un campo verde. La mia idea ha trovato subito, in Umberto e Andrea Gallucci, il braccio che mi mancava. Ora per renderla reale ho bisogno di tante firme, ma stiano lontani i moralisti, quelli che si fingono scandalizzati e esordiscono con frasi tipo ”con tanti problemi nel mondo, che petizione è mai questa!”. Ho bisogno della firma di persone intelligenti, di persone che sfruttano il loro senso critico nella giusta maniera e sanno distinguere gioco da vita reale. Il calcio è un gioco, a mio avviso il più bello, ma l’esempio di Paolo Maldini è realtà, e sfido chiunque a negare che sarebbe un’altra cosa crescere con un punto di riferimento del genere…
Milena Delle Grazie
